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COSTI DELL'ESPOSIZIONE OCCUPAZIONALE

RISCHIO BIOLOGICO

L’impatto economico delle esposizioni occupazionali al rischio biologico in ambito ospedaliero-sanitario è stato oggetto di numerosi e diversificati studi. Il dimensionamento dei costi legati ad eventi che, almeno potenzialmente, sfociano nella valutazione dell’incommensurabile valore di una vita, pone una serie di dubbi metodologici di non facile soluzione. L’approccio adottato da chi nel nostro Paese (ma non solo) si è dedicato all’impresa è stato quello di attenersi, almeno in prima istanza, alle componenti quantificabili (costi diretti) di un costo totale che sappiamo eccedere largamente la sommatoria di tali elementi.

Ad oggi si considerano ampiamente attendibili le seguenti conclusioni:

  • Nel nostro Paese, il costo medio relativo alla diagnostica, alla profilassi eal monitoraggio post-esposizione è di circa 850 € ad evento (range 750-1.320 €)1
  • Tale costo medio non comprende i costi indiretti dovuti, ad esempio, alla perdita di produttività (giorni di assenza dal lavoro e/o sottoimpiego) ed all’eventuale risarcimento del danno subito dall’operatore (costi, questi ultimi, che raggiungerebbero in caso di malattia grave contratta per ragioni professionali l’ordine di grandezza delle centinaia di migliaia di euro per evento);
  • Incrociando il costo diretto medio per evento con la distribuzione delle esposizioni percutanee attese ogni anno (tavola 2), è possibile valutare il costo diretto atteso su base annua, cioè il costo annuale delle esposizioni nel caso in cui tutti gli eventi venissero correttamente notificati e gestiti:

Tavola 2. Stima del costo diretto nel caso in cui tutte le 100.000 esposizioni percutanee attese venissero correttamente notificate e gestite (inclusa la valutazione dello stato sierologico della fonte per il 18% delle esposizioni attualmente non testato)

circa
72 mlo €/anno

  • Come ampiamente dimostrato da numerose e consolidate esperienze, le risorse spese per gestire le esposizioni, possono essere, più sensatamente e proficuamente investite per prevenirle, in un virtuoso processo a “costo zero” e “bilancio socio-economico attivo”.

1. Cazzaniga S., De Carli G., Sossai D., Mazzei L., Puro V. Il costo delle ferite accidentali da aghi e l’impatto dei dispositivi di sicurezza per la prevenzione dal rischio di punture accidentali. Mecosan n. 58 , 2006.

RISCHIO CHIMICO

Il personale sanitario è soggetto al rischio chimico in relazione non solo all'utilizzo di sostanze chimiche (ad esempio detergenti, disinfettanti, sterilizzanti, ...), ma anche alla preparazione e somministrazione di farmaci (farmaci antibiotici, antiblastici/antitumorali).

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CORRETTO UTILIZZO DEI DISPOSITIVI

La direttiva 2010/32/UE pur fornendo una serie di definizioni non chiarisce cosa sidebba intendere per "dispositivo con meccanismo di protezione".
La Regione Emilia-Romagna recepisce i criteri pubblicati fissati da varie Agenzie Internazionali Regolatorie.

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SICUREZZA DI TAGLIENTI E PUNGENTI PER L'OPERATORE SANITARIO

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Un servizio di informazione offerto agli operatori sanitari da Becton Dickinson