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DIFFUSIONE E UTILIZZO DEI DISPOSITIVI DI SICUREZZA

OSSERVATORIO ITALIANO 2017 SULLA SICUREZZA DI TAGLIENTI E PUNGENTI PER GLI OPERATORI SANITARI

DIFFUSIONE E UTILIZZO DEI DISPOSITIVI DI SICUREZZA
In merito alla diffusione e all’utilizzo dei dispositivi di sicurezza, lo studio condotto fornisce risultati sicuramente meritevoli di attenzione.
Sia per gli infermieri che per i responsabili della sicurezza, ad oggi non sono stati sostituiti tutti i dispositivi ma solo parte di essi. (tav.5)



Table 5. La sostituzione dei dispositivi tradizionali con quelli integranti il meccanismo di protezione

Relativamente alle cause della non sostituzione, per la maggioranza degli intervistati alla base della mancata conversione ci sono ragioni economiche finanziarie e in particolare per la presenza di scorte di dispostivi tradizionali ancora da esaurire (per 47% degli infermieri e il 54% dei Responsabili della sicurezza) e per il costo dei dispositivi di sicurezza (per il 38% degli inferimieri e il 41% dei Responsabili della sicurezza).

La ricerca conferma dunque la l’adozione dei dispositivi di sicurezza è ancora parziale.

La situazione risulta ancor più frammentaria se si restringe l’analisi sulle specifiche tipologie di dispositivi di sicurezza utilizzati presso le strutture ospedaliere (tav.6): in alcuni casi si registra una diffusione abbastanza capillare (per esempio solo circa il 10% degli intervistati dice che nella propria struttura è utilizzato l’Ago retto o ago battefly per il prelivo venoso) mentre in altri casi l’utilizzo è molto capillare. Tra i dispositivi ad oggi relativamente poco diffusi si segnalano in particolare i cateteri arteriosi di sicurezza (completamente non presenti in circa metà dei reparti dove operano gli infermieri intervistati), i bisturi con sistema di sicurezza e gli aghi ipodermici di sicurezza per iniezioni muscolari.

Proprio con riferimento alle risposte relative all’utilizzo o mancato utilizzo dei cateteri arteriosi di sicurezza, confrontando le risposte fornite dagli infermieri e quelle fornite dai responsabili della sicurezza emerge una importante differenza: se il loro utilizzo non è previsto all’interno della struttura ospedaliera o reparto per il 42% degli infermieri, dello stesso avviso non sono i responsabili della sicurezza secondo i quali l’utilizzo di tali cateteri non è previsto solo nel 20% delle strutture.



Table 6.

Guardando le percentuali dichiarate di utilizzo dei dispositivi di sicurezza nei diversi reparti di apparteneza degli infermieri intervistati, emergono ancora differenze (sl.39)

Al di là della diffusione dei dispositivi dotati di meccanismi di protezione, la ricerca ha indagato presso infermieri e reponsabili sicurezza quali fossero le principali barriere al raggiungimento di livelli di sicurezza ottimali. (tav.7) Gli ostacoli individuati sono legati naturalmente alla mancanza di risorse e di personale, ma anche alla necessità di operare quotidianamente in emergenza e in parte all’esistenza di una resistenza culturale al cambiamento.



Table 7. Ostacoli all’utilizzo di dispositivi di sicurezza.

Strettamente connesso all’utilizzo dei dispositivi taglienti e pungenti con sistema di sicurezza è il tema legato all’eliminazione dei dispositivi.

La quasi totalità degli intevistati (91% di infermieri e 98% dei desponsabili della sicurezza) risponde che nella propria struttura/reparto esiste una specifica procedura di sostituzione dei contenitori per la raccolta dei taglienti e pungenti utilizzati. Per la maggior parte degli intervistati, ad occuparsi della sostituzione dei contenitori sono essenzialmente gli opertatori sanitari non infermieristici; al secondo posto ci sono gli infermieri e per il 4% dei responsabili della sicurezza questa è una mansione affidata a ditte esterne specializzate (nessuno degli infermieri ha fornito questa risposta).
Considerando il forte coinvolgimento del personale sanitario non infermieristico, è interessante vedere quali sono le attività tese a ridurre i rischio per questa tipologia di operatori. A tal proposito:

  • sull’esistenza di procedure tesa alla riduzione dei rischi per il personale non infermieristico: esistono per il 69% degli infermieri e per l’83% dei responsabili della sicurezza; non ne è a conoscenza il 24% degli infermieri e il 7% dei Responsabili della sicurezza e per un ulteriore 10% di questi ultimi tali procedure non sono previste in ospedale
  • sulle attività formative e informative dedicate al personale non infermieristico: sono previste per la maggior parte di entrambi i gruppi, tuttavia va sottolineato che il 12% dei responsabili della sicureazza dichiara che nella struttura ospedaliera di appartenenza non è prevista alcuna attività formativa e informativa.

Di fondamentale importanza per comprendere l’attuale copertura dei rischi da ferite da dispositivi taglienti e pungenti, è tutta la tematiche si sviluppa attorno agli incedenti che si verificano all’interno delle strutture ospedaliere, le procedure di notifica e le modalità di gestione degli stessi.

La maggior parte del campione intervistato ritiene che il numero complessivo di infortuni sia in diminuzione , tuttavia, come si vede dalla tavola n.8 non c’è la piena contezza del numero di incidenti/infortuni verificati nel corso dell’anno precedente.Dalle interviste emerge che:

  • il 76% degli infermieri non quanti incidenti si sono verificati nel proprio ospedale e il 46% non hanno la consapevolezza del numero di incidenti verificati nel proprio reparto;
  • non ha consapevolezza del numero di incidenti neanche il 28% dei Responsabili per la sicurezza e, ancor più significativo, tra questi anche qualche RSSP


Table 8. Numero di incidenti verificati l’ultimo anno.

Connesso a questo dato è quello relativa all’esistenza dei protocolli di gestione degli infortuni, alla loro diffusione e conoscenza da parte degli operatori: sul punto, dalla survey emerge che circa il 37% degli infermieri intervistati ritiene che non è abbastanza informato sul protocollo.

RISCHIO CHIMICO

Il personale sanitario è soggetto al rischio chimico in relazione non solo all'utilizzo di sostanze chimiche (ad esempio detergenti, disinfettanti, sterilizzanti, ...), ma anche alla preparazione e somministrazione di farmaci (farmaci antibiotici, antiblastici/antitumorali).

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CORRETTO UTILIZZO DEI DISPOSITIVI

La direttiva 2010/32/UE pur fornendo una serie di definizioni non chiarisce cosa sidebba intendere per "dispositivo con meccanismo di protezione".
La Regione Emilia-Romagna recepisce i criteri pubblicati fissati da varie Agenzie Internazionali Regolatorie.

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